domenica 25 maggio 2008

FOTO DANIMARCA(SECONDA PARTE)

Ecco il resto delle foto del viaggio in Danimarca: si vede trall'altro la città natale di Andersen (con statue ispirate alle fiabe), i "misteriosi" campi gialli (nel senso che non abbiamo ancora capito che painte siano), legoland; navi, tumuli e monoliti vichinghi con tanto di rune, ecc, ecc..


martedì 20 maggio 2008

BELLA O BRUTTA CHE SIA...

In questi giorni di legittime domande di sicurezza e paura immotivata, sconfitte elettorali e sterili polemiche politiche, sirene spianate, demagogia in svendita, spazzatura per le strade e in fiamme, assalti ai campi nomadi, verrebbe la voglia di rinunciare. Forse qualcuno (W?) in questi giorni dovrebbe dire qualcosa di più. E si vorrebbe essere come Scalfari, e vedere tutto con occhio analitico e dare risposte giuste. Lui ce la fa sempre, ma è unico, e noi qui siamo solo blogger e come noi ce ne sono a centinaia di migliaia nella rete, così rimando direttamente al suo articolo su Repubblica, perché è inutile ripetere le cose giuste che lui già scrive. Ma per andare avanti e interessarsi ancora di politica ci vuole altro che serie analisi. Allora in aiuto arrivano due elementi un po’inattesi.
Il primo è la lettura dell’ intervista su Repubblica di oggi a Francesco De Gregori. Ed è piacevole scoprire che un artista che ho tanto amato fin da piccolo la vede come me sulla politica (la destra, la sinistra, Grillo, Veltroni ecc.). Ti viene in mente che forse era già tutto scritto nelle sue canzoni di trent’anni prima, e forse qualcosa di subliminale siano entrate nelle proprie costruzioni mentali fin dalla tenera età, ed è bello pensare che magari alcune scelte siano state fatte proprio a causa delle sua canzoni.
Il secondo elemento deriva da un viaggio durante il quale mi trovavo sull’autostrada Torino Piacenza. Dalle parti di Alessandria potevo vedere in lontananza le sagome delle Alpi ligure unirsi con quello che è l’inizio della catena Appenninica. Per un veneto che in fondo non si è mai spostato molto fa un po’ strano vedere le montagne a sud. Ma in quel momento l’immagine mi suggeriva la promessa di una terra che si spingeva a meridione verso l’Africa, infilandosi tra due mari, incrociando lingue, paesaggi e città diverse, fino ad arrivare alla punta dello stivale, e poi continuare ancora con la Sicilia.
Bella o brutta che sia è (anche) questa la mia terra. E forse vale ancora la pena impegnarsi per Lei.

domenica 4 maggio 2008

"The Darjeeling Limited” di Wes Anderson


Tre fratelli compiono un surreale viaggio attraverso l’India, in fuga dalla figura onnipresente del padre defunto e alla ricerca della madre eremita. Un viaggio mistico, che deve servire loro anche per risolvere i problemi personali, che hanno lasciato a casa (e dai quali fuggono), e per rinsaldare il legame fraterno. Anderson sembra un po’ imitare i fratelli Coen, i quali forse sarebbero riusciti a rendere meglio, soprattutto nei contenuti, questo buddy-road movie fraterno, surreale e pazzo. Alla fine i personaggi portano con sé l’insegnamento ricevuto; gli spettatori no.Comunque si segnala il film per due motivi: il primo è che è molto divertente; il secondo, è che alla Mostra di Venezia 2007, era introdotto da un corto (Hotel Chevalier) con una splendida Natalie Portman "nature"(i fan di Star Wars sono avvertiti), non più proiettato al cienma ma scaricabile da internet.

“The Darjeeling Limited” di Wes Anderson Stati Uniti – 91’Con Bill Murray, Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Natalie Portman, Anjelica Huston.

lunedì 28 aprile 2008

Viaggio a Grenoble

Di ritorno da Grenoble e di ritorno dalla Francia, pubblico le foto di questo viaggio, fatto in compagnia di Claudio, Enrico e Lucia, ospitati dai "Grenoblesi"Julien e Federica. Della città si vedono il centro, la visuale dall'alto dal punto di vista della teleferica, la Bastiglia, le montagne che la circondano, la statua di Chevalier Bayard, più altre foto di "colore". Chiudono la serie le foto delle Alpi al confine tra Francia e Italia.

martedì 15 aprile 2008

domenica 6 aprile 2008

LA ZONA ....Di Rodrigo Pla'



Messico. Un quartiere extra lusso, che gode di una giurisdizione particolare, tutta nelle mani dei suoi facoltosi abitanti e proprietari, è circondato da un altissimo muro che lo divide dai quartieri degradati e poveri intorno. Un muro che separa chi ha tutto da chi ha niente. Un incidente permette l’ingresso nel quartiere di tre teppistelli; ci scappano i morti e si scatena una feroce caccia all’intruso sopravvissuto da parte dei residenti del quartiere. Inferociti perché il loro paradiso pagato a caro prezzo è stato violato, impauriti dal diverso da ciò che non conoscono, questi uomini decidono di arroccarsi il diritto di farsi giustizia da soli, regredendo sempre di più ad uno stadio selvaggio, come i criminali di cui hanno tanto paura. Ma l’individuo a cui danno la caccia è solo un ragazzino che è altrettanto spaventato, la cui unica colpa è stata quella di essere nato dalla parte sbagliata del muro. E ad aiutarlo troverà solo un suo coetaneo, residente nel quartiere, che sarà l’unico a riuscire a superare i suoi timori e il suo iniziale desiderio di violenza.

Non aspettatevi un happy end. Ma la ribellione finale del ragazzo-bene contro la sua famiglia, contro il quartiere, contro il sistema dà al film quella chance di speranza, che durante tutto il resto dell’opera non riesce, e non può emergere.



Costruito come un film di genere (il paradosso è che vent’anni fa sarebbe stato un film di fantascienza, oggi è un thriller basato su fatti reali), la pellicola riesce però a svincolare dalle regole classiche (vedi il poliziotto, l’unico all’inizio a voler far luce sui fatti, ma poi costretto ad arrendersi al sistema corrotto facendosi egli stesso strumento) e fotografa e denuncia un mondo di ingiustizie sociali e violenze, mostrando come l’animo umano spinto dalla paura possa arrivare fino alle azioni più estreme.

venerdì 14 marzo 2008

LA RAGAZZA DEI CAMPANELLI - parte 2

Seconda parte del racconto...la prima è postata più in giù


Gente rideva gente beveva gente fumava. E campanelli? Niente. La musica sparata alta li avrebbe comunque coperti.
Ah ma sei tu? mi si avvicina una ragazza. Madonna quanto tempo! Ma ti ricordi al liceo? Che robe ragazzi avreste dovuto vederci? Che storie che scherzi che giochi. Ma con chi sei venuto?
Beh … io … c’era una ragazza con i campanelli e io….
Non la conosco poi me la presenterai. Dai bevi anche tu. Un po’ di vino prendi anche questa birra. Andiamo da quelli che hanno un po’ di fumo.
No non era la compagnia quello che cercavo. Ma mi feci trascinare in mezzo al gruppo per vedere se c’era lei. Mica l’avevo mai vista bene in faccia. Per cui dovevo cercarla la in mezzo
Oh siete stati tutti molto gentili ad avermi dato tutto questo alcol e anche il fumo era ottimo ora però dovrete scusarmi perché devo vomitare e a vomitare andrò un po’ più in là magari in un bagno se lo trovo perché se vi vomitassi addosso potreste prenderlo come un atto di scortesia e mi dispiacerebbe dopo questa bella serata.
Mi buttai sulla prima porta vicino a me. Dava su una stanza da letto completamente al buio. Mi avevano detto che li ci stava un piccolo bagno. A tentoni trovai la sua porta. La luce di un lampione che filtrava da una piccola finestra illuminava il water come un oggetto benedetto da Dio. Mi ci gettai sopra e vomitai quel che rimaneva di vodka, birra, scotch, aranciata di marca scadente, gli ultimi due pasti, più una buona dose di succhi gastrici. Non me ne accorsi subito ma in quei brevi secondi in cui trascorse l’espulsione di liquidi dal mio corpo, la luce si accese tutto intorno a me, e due forti braccia mi afferrarono alla pancia e alla testa, affinché non cadessi anch’io nel water insieme al resto. Chissà perché quando si vomita pensi che passerai tutta la vita abbracciato ad una tazza del cesso, tanta è l’impressione che non finisca mai. Ma quello che allora mi dava più fastidio era la coscienza di dipendere dalle due braccia che mi sostenevano: mi sembrava proprio un’umiliazione non da poco. Ma poi, una volta finito, le stesse braccia mi cullarono in un abbraccio affettuoso, forse perché dai miei occhi colavano lacrime e chi mi aveva tenuto pensava che piangessi per tristezza. Seduto a terra sentivo la sua pelle sul mio collo e sulla mia guancia. Niente profumi o bagnoschiuma. La pelle aveva proprio quel buon odore da Pelle! Sentivo il suo mento, liscio e dolce sulla mia fronte, e il suo respiro, sempre su essa. E le sue dita tracciavano piccoli disegni sui miei capelli. E sentivo anche il suo seno, piccolo ma deciso, sotto la maglietta. Da uno specchio potevo vedere la sua schiena . Dalla maglietta bianca spuntavano in rilievo le sue scapole, ed era talmente magra quella schiena che sembravano piccole ali.
Belle ali
Grazie
Per caso sei una fata?
Si, si. Sono una fata. Ora la fata ti porta di là cosi potrai dormire sul letto. Attento però al mio amico elfo: cerca di non svegliarlo. Non voglio che mi veda mentre volo via.
Sai scusa se ho dato di stomaco.
Non ti preoccupare…urina, feci, mestruazioni, vomito: L’uomo non ha ancora metabolizzato il riciclo dei rifiuti, per cui non è colpa tua. Ma ora ti consiglierei di stenderti.
Il cuscino era fresco. L’elfo russava accanto a me. La fata si stava mettendo addosso vestiti abbandonati a terra. Nel momento di tirare su la borsa, suonarono i campanelli. Feci per alzarmi ma una mano mi coprì gli occhi e precipitai nelle soffici tenebre non subito però…non prima di vederla spiccare il volo con i suoi campanelli.