Ho attraversato il deserto
Su un cavallo senza nome
Era bello essere lontano dalla pioggia
Nel deserto
Non riesci a ricordare il tuo nome
Perché non c’è nessuno
Che ti possa procurare dolore
(AMERICA "A HORSE WITH NO NAME")
domenica 19 aprile 2009
lunedì 23 febbraio 2009
ELENCO VINCITORI OSCAR 2009:
ELENCO VINCITORI OSCAR 2009:
Miglior film
The Millionaire
Miglior regia
Danny Boyle (The Millionaire)
Miglior attore protagonista
Sean Penn (Milk)
Miglior attrice protagonista
Kate Winslet (The Reader)
Miglior attore non protagonista
Heath Ledger (Il Cavaliere Oscuro)
Miglior attrice non protagonista
Penelope Cruz (Vicky Cristina Barcellona)
Miglior sceneggiatura originale
Dustin Lance Black (Milk)
Miglior sceneggiatura non originale
The Millionaire Simon Beaufoy
Fotografia
The Millionaire - Anthony Dod Mantle
Montaggio
The Millionaire - Chris Dickens
Colonna sonora
The Millionaire - A.R. Rahman
Canzone
“Jai Ho” - The Millionaire, A.R. Rahman, Gulzar
Miglior film d'animazione
Wall-E
Scenografie
Il Curioso Caso di Benjamin Button - Donald Graham Burt, Victor J. Zolfo
Costumi
La Duchessa - Michael O’Connor
Make up
Il Curioso Caso di Benjamin Button - Greg Cannom
Effetti visivi
Il Curioso Caso di Benjamin Button - Eric Barba, Steve Preeg, Burt Dalton and Craig Barron
Montaggio effetti sonori
Il Cavaliere Oscuro - Richard King
Sonoro
The Millionaire - Ian Tapp, Richard Pryke and Resul Pookutty
Miglior film straniero
Departures (Giappone)
Cortometraggio d'animazione
La Maison en Petits Cubes, A Robot Communications Production, Kunio Kato
Documentario
Man on Wire (Magnolia Pictures), A Wall to Wall Production, James Marsh and Simon Chinn
Cortometraggio
Spielzeugland (Toyland) - A Mephisto Film Production, Jochen Alexander Freydank
Corto documentaristico
Smile Pinki - A Principe Production, Megan Mylan
Alcune considerazioni: il grande sconfitto è Brad Pitt e il suo Benjamin Button, che forse ricordava un po' troppo Forrest Gump e quindi l'America Clintoniana. E invece questa è l'era Obamiana, per cui la vittoria è andato al mutliculural, global, politically correct The Millionaire. Obamiano anche l'oscar a Seam Penn per l'interpretazione del politico gay Milk. Il resto (Winslet, Cruz, Wall-e) è routine da Oscar, che premia i meritevoli senza relegarli alla storia. Tranne l'oscar postumo a Heath Ledger, finale degno per una storia tragica che sa di film.
Miglior film
The Millionaire
Miglior regia
Danny Boyle (The Millionaire)
Miglior attore protagonista
Sean Penn (Milk)
Miglior attrice protagonista
Kate Winslet (The Reader)
Miglior attore non protagonista
Heath Ledger (Il Cavaliere Oscuro)
Miglior attrice non protagonista
Penelope Cruz (Vicky Cristina Barcellona)
Miglior sceneggiatura originale
Dustin Lance Black (Milk)
Miglior sceneggiatura non originale
The Millionaire Simon Beaufoy
Fotografia
The Millionaire - Anthony Dod Mantle
Montaggio
The Millionaire - Chris Dickens
Colonna sonora
The Millionaire - A.R. Rahman
Canzone
“Jai Ho” - The Millionaire, A.R. Rahman, Gulzar
Miglior film d'animazione
Wall-E
Scenografie
Il Curioso Caso di Benjamin Button - Donald Graham Burt, Victor J. Zolfo
Costumi
La Duchessa - Michael O’Connor
Make up
Il Curioso Caso di Benjamin Button - Greg Cannom
Effetti visivi
Il Curioso Caso di Benjamin Button - Eric Barba, Steve Preeg, Burt Dalton and Craig Barron
Montaggio effetti sonori
Il Cavaliere Oscuro - Richard King
Sonoro
The Millionaire - Ian Tapp, Richard Pryke and Resul Pookutty
Miglior film straniero
Departures (Giappone)
Cortometraggio d'animazione
La Maison en Petits Cubes, A Robot Communications Production, Kunio Kato
Documentario
Man on Wire (Magnolia Pictures), A Wall to Wall Production, James Marsh and Simon Chinn
Cortometraggio
Spielzeugland (Toyland) - A Mephisto Film Production, Jochen Alexander Freydank
Corto documentaristico
Smile Pinki - A Principe Production, Megan Mylan
Alcune considerazioni: il grande sconfitto è Brad Pitt e il suo Benjamin Button, che forse ricordava un po' troppo Forrest Gump e quindi l'America Clintoniana. E invece questa è l'era Obamiana, per cui la vittoria è andato al mutliculural, global, politically correct The Millionaire. Obamiano anche l'oscar a Seam Penn per l'interpretazione del politico gay Milk. Il resto (Winslet, Cruz, Wall-e) è routine da Oscar, che premia i meritevoli senza relegarli alla storia. Tranne l'oscar postumo a Heath Ledger, finale degno per una storia tragica che sa di film.
giovedì 29 gennaio 2009
I CANDIDATI ALL'OSCAR
Ecco i film candidati agli Oscar 2009:
MIGLIOR FILM
The millionaire
Il curioso caso di Benjamin Button
Frost / Nixon
Milk
The reader
MIGLIOR REGIA
Gus Van Sant per 'Milk'
Stephen Daldry per 'The reader'
Danny Boyle per 'The millionaire'
David Fincher per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Ron Howard per 'Frost/Nixon'
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Sean Penn per 'Milk'
Brad Pitt per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Mickey Rourke per 'Il wrestler'
Frank Langella per 'Frost/Nixon'
Richard Jenkins per 'L'ospite inatteso'
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Anne Hathaway per 'Rachel sta per sposarsi'
Angelina Jolie per 'Changeling'
Meryl Streep per 'Il dubbio'
Kate Winslet per 'The reader'
Melissa Leo per 'Frozen River'
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Robert Downey Jr. per 'Tropic Thunder'
Philip Seymour Hoffman per 'Il dubbio'
Josh Brolin per 'Milk'
Michael Shannon per 'Revolutionary Road'
Heath Ledger per 'Il cavaliere oscuro'
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Penelope Cruz per 'Vicky Cristina Barcelona'
Viola Davis per 'Il dubbio'
Marisa Tomei per 'The wrestler'
Amy Adams per 'Il dubbio'
Taraji P. Henson per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
MIGLIORE FILM STRANIERO
La banda Baader Meinhof (Germania)
La classe (Francia)
Departures (Giappone)
Revanche (Austria)
Valzer con Bashir (Israele)
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Bolt
Wall-e
Kung fu Panda
MIGLIOR SCENOGRAFIA
James J. Murakami, Gary Fettis per 'Changeling'
Donald Graham Burt, Victor J. Zolfo per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Nathan Crowley, Peter Lando per 'Il cavaliere oscuro'
Michael Carlin, Rebecca Alleway per 'La duchessa'
Kristi Zea, Debra Schutt per 'Revolutionary Road'
MIGLIORE FOTOGRAFIA
Tom Stern per 'Changeling'
Claudio Miranda per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Wally Pfister per 'Il cavalilere oscuro' Chris Menges, Roger Deakins per 'The Reader'
Anthony Dod Mantle per 'The millionaire'
MIGLIORI COSTUMI
Catherine Martin per Australia
Jacqueline West per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Michael O'Connor per 'La duchessa'
Danny Glicker per 'Milk'
Albert Wolsky per 'Revolutionary Road'
MIGLIOR DOCUMENTARIO
The Betrayal
Encounters at the End of the World
The Garden
Trouble the Water
Man on Wire
MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTO
The Conscience of Nhem En
The Final Inch
Smile Pinki
The Witness - From the Balcony of Room 306
MIGLIOR MONTAGGIO
Kirk Baxter, Angus Wall per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Lee Smith per 'Il cavaliere oscuro'
Mike Hill, Dan Hanley per Frost/Nixon
Elliot Graham per 'Milk'
Chris Dickens per 'The millionaire'
MIGLIOR TRUCCO
Greg Cannom per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
John Caglione, Jr., Conor O'Sullivan per 'Cavaliere oscuro'
Mike Elizalde, Thom Floutz per 'Hellboy II: The Golden Army'
MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
James Newton Howard per 'Defiance'
Danny Elfman per ' Milk'
A.R. Rahman per 'The millionaire'
Thomas Newman per 'Wall-e'
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
"Down to Earth" di 'Wall-e'
"Jai Ho" di 'The Millionaire'
"O Saya" di 'The Millionaire'
MIGLIOR CORTO ANIMATO
La Maison de Petits Cubes di Kunio Kato
Lavatory - Lovestory di Konstantin Bronzit
Oktapodi di Emud Mokhberi, Thierry Marchand
Presto di Doug Sweetland
This Way Up di Alan Smith, Adam Foulkes
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Auf der Strecke (On the Line) di Reto Caffi
Manon on the Asphalt di Elizabeth Marre, Olivier Pont
New Boy di Steph Green, Tamara Anghie
The Pig di Tivi Magnusson, Dorte Høgh
Spielzeugland (Toyland) di Jochen Alexander Freydank
MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO
Richard King per 'Il cavaliere oscuro'
Frank Eulner, Christopher Boyes per 'Iron Man'
Tom Sayers per 'The Millionaire'
Ben Burtt, Matthew Wood per 'Wall-e'
Wylie Stateman per 'Wanted'
MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce, Mark Weingarten per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Lora Hirschberg, Gary Rizzo, Ed Novick per 'Il cavaliere oscuro'
Ian Tapp, Richard Pryke, Resul Pookutty per 'The Millionaire'
Tom Myers, Michael Semanick, Ben Burtt per 'Wall-e'
Chris Jenkins, Frank A. Montaño, Petr Forejt per 'Wanted'
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Eric Barba, Steve Preeg, Burt Dalton, Craig Barron per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Nick Davis, Chris Corbould, Tim Webber, Paul Franklin per 'Il cavaliere oscuro'
John Nelson, Ben Snow, Dan Sudick, Shane Mahan per 'Iron man'
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Eric Roth, Robin Swicord per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
John Patrick Shanle per 'Il dubbio'
Peter Morgan per 'Frost/Nixon'
David Hare per 'The Reader'
Simon Beaufoy per 'The Millionaire'
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Courtney Hunt per 'Frozen River'
Mike Leigh per 'La felicità porta fortuna'
Martin McDonagh per 'In Bruges'
Dustin Lance Black per 'Milk'
Andrew Stanton, Pete Docter per 'Wall-e'
Alcune considerazioni: i blockbuster sono per una volta rimasti alla porta. Tutti film che potremo quasi dire impegnati, e una sensibilità quasi “europea” (tra virgolette). Super favorito sembra essere Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, con un Brad Pitt che attraversa la storia passando dalla vecchiaia alla giovinezza. Molto accreditato anche The Milionarie di Danny Boyle (il regista di Traispotting).
Tra gli attori oltre al già citato Pitt, segnaliamo Sean Penn, nella parte di un senatore dichiaratamente gay realmente esistito in Milk (già presente nella cinquina dei migliori film, ma per la sua vittoria forse sarebbe pretendere troppa da tutta questa euforia Obamiana), e il gigantesco Mickey Rourke di The Wrestler. Tra le attrici ritroviamo l’eterna Meryl Streep, Angelina Jolie (ma che probabilmente dovrà cedere tutti i riflettori al marito) e la giovane Anne Hattaway, la cui vittoria potrebbe lanciare definitivamente nel firmamento questa attrice che fino ad adsso ha sbagliato poco o niente.
Tra i film stranieri stiamo attenti al francese la Classe, e l’Israeliano Valzer con Bashir, film di animazione sulla guerra in libano degli anni ottanta. Se vincesse sarebbe il primo film d’animazione della categoria.
Invece nei Candidati alla categoria film di animazione ne troviamo tre ugualmente digitali e ugualmente Stati unitesi: un po’ di fantasia in più no? tanto wall-e ha già la statuetta in mano…
Altre considerazioni: il grande sconfitto è il Cavaliere Oscuro, il film evento del 2008, che oltre a dei premi minori, si deve accontentare della candidatura tra i non protagonisti del compianto Heath Leadger, sul buon gusto della cosa si può discutere ampiamente. Altra sconfitta è Nicole Kidman e il suo Australia. Poco anche per Clint Eastwood e i suoi Gran Torino e The Changeling.
Anche l’Italia ne esce sconfitta, presente solo nella fotografia con Claudio Miranda per Il curioso caso di Benjamin Button. Gomorra non ce l’ha fatta ad essere candidato per i film stranieri. L’immagine dell’Italia va bene solo quando è da cartolina?
MIGLIOR FILM
The millionaire
Il curioso caso di Benjamin Button
Frost / Nixon
Milk
The reader
MIGLIOR REGIA
Gus Van Sant per 'Milk'
Stephen Daldry per 'The reader'
Danny Boyle per 'The millionaire'
David Fincher per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Ron Howard per 'Frost/Nixon'
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Sean Penn per 'Milk'
Brad Pitt per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Mickey Rourke per 'Il wrestler'
Frank Langella per 'Frost/Nixon'
Richard Jenkins per 'L'ospite inatteso'
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Anne Hathaway per 'Rachel sta per sposarsi'
Angelina Jolie per 'Changeling'
Meryl Streep per 'Il dubbio'
Kate Winslet per 'The reader'
Melissa Leo per 'Frozen River'
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Robert Downey Jr. per 'Tropic Thunder'
Philip Seymour Hoffman per 'Il dubbio'
Josh Brolin per 'Milk'
Michael Shannon per 'Revolutionary Road'
Heath Ledger per 'Il cavaliere oscuro'
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Penelope Cruz per 'Vicky Cristina Barcelona'
Viola Davis per 'Il dubbio'
Marisa Tomei per 'The wrestler'
Amy Adams per 'Il dubbio'
Taraji P. Henson per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
MIGLIORE FILM STRANIERO
La banda Baader Meinhof (Germania)
La classe (Francia)
Departures (Giappone)
Revanche (Austria)
Valzer con Bashir (Israele)
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Bolt
Wall-e
Kung fu Panda
MIGLIOR SCENOGRAFIA
James J. Murakami, Gary Fettis per 'Changeling'
Donald Graham Burt, Victor J. Zolfo per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Nathan Crowley, Peter Lando per 'Il cavaliere oscuro'
Michael Carlin, Rebecca Alleway per 'La duchessa'
Kristi Zea, Debra Schutt per 'Revolutionary Road'
MIGLIORE FOTOGRAFIA
Tom Stern per 'Changeling'
Claudio Miranda per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Wally Pfister per 'Il cavalilere oscuro' Chris Menges, Roger Deakins per 'The Reader'
Anthony Dod Mantle per 'The millionaire'
MIGLIORI COSTUMI
Catherine Martin per Australia
Jacqueline West per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Michael O'Connor per 'La duchessa'
Danny Glicker per 'Milk'
Albert Wolsky per 'Revolutionary Road'
MIGLIOR DOCUMENTARIO
The Betrayal
Encounters at the End of the World
The Garden
Trouble the Water
Man on Wire
MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTO
The Conscience of Nhem En
The Final Inch
Smile Pinki
The Witness - From the Balcony of Room 306
MIGLIOR MONTAGGIO
Kirk Baxter, Angus Wall per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Lee Smith per 'Il cavaliere oscuro'
Mike Hill, Dan Hanley per Frost/Nixon
Elliot Graham per 'Milk'
Chris Dickens per 'The millionaire'
MIGLIOR TRUCCO
Greg Cannom per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
John Caglione, Jr., Conor O'Sullivan per 'Cavaliere oscuro'
Mike Elizalde, Thom Floutz per 'Hellboy II: The Golden Army'
MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
James Newton Howard per 'Defiance'
Danny Elfman per ' Milk'
A.R. Rahman per 'The millionaire'
Thomas Newman per 'Wall-e'
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
"Down to Earth" di 'Wall-e'
"Jai Ho" di 'The Millionaire'
"O Saya" di 'The Millionaire'
MIGLIOR CORTO ANIMATO
La Maison de Petits Cubes di Kunio Kato
Lavatory - Lovestory di Konstantin Bronzit
Oktapodi di Emud Mokhberi, Thierry Marchand
Presto di Doug Sweetland
This Way Up di Alan Smith, Adam Foulkes
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Auf der Strecke (On the Line) di Reto Caffi
Manon on the Asphalt di Elizabeth Marre, Olivier Pont
New Boy di Steph Green, Tamara Anghie
The Pig di Tivi Magnusson, Dorte Høgh
Spielzeugland (Toyland) di Jochen Alexander Freydank
MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO
Richard King per 'Il cavaliere oscuro'
Frank Eulner, Christopher Boyes per 'Iron Man'
Tom Sayers per 'The Millionaire'
Ben Burtt, Matthew Wood per 'Wall-e'
Wylie Stateman per 'Wanted'
MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce, Mark Weingarten per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Lora Hirschberg, Gary Rizzo, Ed Novick per 'Il cavaliere oscuro'
Ian Tapp, Richard Pryke, Resul Pookutty per 'The Millionaire'
Tom Myers, Michael Semanick, Ben Burtt per 'Wall-e'
Chris Jenkins, Frank A. Montaño, Petr Forejt per 'Wanted'
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Eric Barba, Steve Preeg, Burt Dalton, Craig Barron per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
Nick Davis, Chris Corbould, Tim Webber, Paul Franklin per 'Il cavaliere oscuro'
John Nelson, Ben Snow, Dan Sudick, Shane Mahan per 'Iron man'
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Eric Roth, Robin Swicord per 'Il curioso caso di Benjamin Button'
John Patrick Shanle per 'Il dubbio'
Peter Morgan per 'Frost/Nixon'
David Hare per 'The Reader'
Simon Beaufoy per 'The Millionaire'
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Courtney Hunt per 'Frozen River'
Mike Leigh per 'La felicità porta fortuna'
Martin McDonagh per 'In Bruges'
Dustin Lance Black per 'Milk'
Andrew Stanton, Pete Docter per 'Wall-e'
Alcune considerazioni: i blockbuster sono per una volta rimasti alla porta. Tutti film che potremo quasi dire impegnati, e una sensibilità quasi “europea” (tra virgolette). Super favorito sembra essere Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, con un Brad Pitt che attraversa la storia passando dalla vecchiaia alla giovinezza. Molto accreditato anche The Milionarie di Danny Boyle (il regista di Traispotting).
Tra gli attori oltre al già citato Pitt, segnaliamo Sean Penn, nella parte di un senatore dichiaratamente gay realmente esistito in Milk (già presente nella cinquina dei migliori film, ma per la sua vittoria forse sarebbe pretendere troppa da tutta questa euforia Obamiana), e il gigantesco Mickey Rourke di The Wrestler. Tra le attrici ritroviamo l’eterna Meryl Streep, Angelina Jolie (ma che probabilmente dovrà cedere tutti i riflettori al marito) e la giovane Anne Hattaway, la cui vittoria potrebbe lanciare definitivamente nel firmamento questa attrice che fino ad adsso ha sbagliato poco o niente.
Tra i film stranieri stiamo attenti al francese la Classe, e l’Israeliano Valzer con Bashir, film di animazione sulla guerra in libano degli anni ottanta. Se vincesse sarebbe il primo film d’animazione della categoria.
Invece nei Candidati alla categoria film di animazione ne troviamo tre ugualmente digitali e ugualmente Stati unitesi: un po’ di fantasia in più no? tanto wall-e ha già la statuetta in mano…
Altre considerazioni: il grande sconfitto è il Cavaliere Oscuro, il film evento del 2008, che oltre a dei premi minori, si deve accontentare della candidatura tra i non protagonisti del compianto Heath Leadger, sul buon gusto della cosa si può discutere ampiamente. Altra sconfitta è Nicole Kidman e il suo Australia. Poco anche per Clint Eastwood e i suoi Gran Torino e The Changeling.
Anche l’Italia ne esce sconfitta, presente solo nella fotografia con Claudio Miranda per Il curioso caso di Benjamin Button. Gomorra non ce l’ha fatta ad essere candidato per i film stranieri. L’immagine dell’Italia va bene solo quando è da cartolina?
mercoledì 31 dicembre 2008
VIAGGIO A BUDAPEST
Ecco le foto del mio piccolo viaggio a Budapest. Un po’ in ritardo visto che risalgono ad un anno fa. Se aguzzate la vista nella piccola finestra che il sito concede, si potrà vedere il classico centro storico da capitale europea, attraversato dal fiume mitelleuropeo per eccellenza (Danubio), tagliato dalla ancor più classica isola intrafluviale (Isola Margherita). Su una delle rive si trova il Parlamento, che prende a modello quello inglese. Tra i ponti quello Delle Catene è il più importante (s’intravede tutto illuminato in una foto notturna). Nel resto della città si vedono edifici vecchi di un secolo che riproducono una mitologia pseudo storica del medioevo magiaro. L’effetto è suggestivo, un po’ da Signore degli Anelli, anche se fittizio. Ancor più suggestivi però i monumenti relativi alla storia più recente. La sinagoga che ho visitato era stata ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale. Annessi ad essa c’è un museo ebraico con libri molto antichi, comprese delle torah,. E un cimitero della Memoria, dedicato all’Olocausto, con monumento ai “giusti” (tra cui il nostro Giorgio Perlasca). Al centro del cimitero vi è un albero interamente di ferro cromato, che riporta in ogni foglia il nome di una vittima. Il monumento era stato finanziato dall’attore di Tony Curtis, nato a Budapest dove il padre era rabbino, prima di essere ucciso dai nazisti. Vicino al parlamento vi è poi la statua dedicata a Nagy Imre (che sorge sopra un finto ponte in mezzo di un aiuola piena di fiori), il primo ministro ucciso durante l’invasione sovietica del 1956. E riferimenti al dominio russo sono un po’ sparsi per tutta la città, più o meno mal sopportati dalla cittadinanza…
domenica 30 novembre 2008
THE BURNING PLAIN di Guillermo Arriaga

Il film è l'opera prima di Guillermo Arriaga, in precedenza sceneggiatore di Inarrito, ma che già sembra un esperto cesellatore del montaggio.
In fondo la storia non è una gran novità. Una saga familiare tra amanti, tradimenti, incidenti, omicidi e fughe, vista dall'occhio delle donne. Ma a dare spessore al film è soprattutto il bell'incastro di sequenze temporali diverse, alternate; come a suggerire attraverso il montaggio l'incontro e il legame tra i destini dei protagonisti.
“The burning plain” di Guillermo Arriaga (opera prima)
Con: Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, Joaquim de Almeida, Danny Pino, Diego J. Torres.
Nazione: USA - Durata: 147’- Anno: 2009 - Genere: Drammatico
Sceneggiatura: Guillermo Arriaga - Produzione: Parkes/MacDonald Productions, 2929 Productions – Distribuzione: Medusa Film - Data di uscita: 14/11/2008
lunedì 17 novembre 2008
AUTUNNO
In genere all’autunno si associa un’idea negativa, forse legata alla fine del verde estivo, e ai cimiteri di foglie cadute. Eppure i colori di questa stagione a volte esplodono in un calore pieno di vita. È un periodo dalle strane contraddizioni….
mercoledì 5 novembre 2008
ALTRE RECENSIONI DAL FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA
TAHAAN
Una favola dei giorni nostri, che per sfondo la guerra civile in Kashmir. Una storia che in altri tempi avremo detto di formazione, tra bravi attori (anche bambinio), una bella fotografia che riprende paesaggi naturali da sogno, e qualche presa di posizione coraggiosa contro la violenza: i ribelli sono cattivi, m anche i soldati governativi non scherzano…
IL SEGNO DELLA CITTA’
Un po’ Almodovar, un po’ Altman, un po’ Cuaron, il film lega storie umane vagamente in relazione tra loro: con due punti focali: la protagonista, una cartomante radiofonica che ad un certo puntosi lancia in soccorso dei disperati che incrociano il suo cammino, e la Città di San Paulo di Brasile, che fa da sfondo a queste storie di volta in volta comiche e drammatiche, grottesche e malinconiche, con protagonisti carpentieri traditi e traditori, adolescenti suicidi, infermieri missionari, viados in cerca di fortuna, ecc. ecc.
IL PASSATO E’ UNA TERRA STRANIERA …
Film un po’ di genere e un po’ impegnato, che vede un giovane di buona famiglia e dal futuro promettente instaurare una cattiva amicizia con un giovane baro. Dall’inizio stile Stangata, in cui i ragazzi si mettono a truffare con il poker criminali più grossi di loro inseguendo una giustizia tutta loro, finiranno per compiere reati sempre più efferati, fino al finale scontro tra i due, che si concluderà con l’arresto del baro, e il ritorno alla normalità del bravo ragazzo senza pagare pegno. Ma chi è peggio dei due, il ragazzo di umili origini, rimasto solo, con turbe mentali e sessuali, o quello della famiglia bene, che ha scelto di delinquere non per imposizione della società o della sua psiche, ma per sua scelta?
Elio Germano (il bravo ragazzo) conferma ancor di più di essere un bravo attore, al di sopra degli standard italiani. Ha poi una vaga somiglianza con De Niro da giovane, il che non guasta. In ogni caso è uno dei pochi in Italia che sa che per recitare non bisogna per forza urlare. O per lo meno sa urlare bene. Al suo fianco un altro attore convincente, Michele Riondino, solo un po’ penalizzato dal fatto di avere un personaggio molto complesso a cui il film non dà il giusto spazio, essendo Germano il protagonista.
Poi c’è un terzo protagonista: una Bari oscura e opprimente, mai vista prima, che si scopre essere uno sfondo ideale per una storia criminale, quasi fosse una Los Angeles o una Chicago trapiantata in Italia.
I GALANTUOMINI
Un altro film di ambientazione pugliese, ancora con tema criminale, ma questa volta con al centro la Sacra Corona Unita, l’unica organizzazione criminale di stampo mafioso efficacemente sconfitta dalle forze dell’ordine (e sarebbe interessante capire le motivazioni). Film di impianto un po’ alla fiction-televisiva-fatta-bene-stile-Montalbano, ma con elementi di originalità. Protagonisti un giudice e una sua amica d’infanzia con cui c’è del tenero, che si ritrovano a ad indagare su due fronti diversi sull’omicidio del compagno di lei. Fronti diversi perché (e lui non lo sa) lei è a capo di una organizzazione criminale del territorio: donna normale nella vita pubblica, piena della sua femminilità (si può dire?) mediterranea, feroce e virile capo clan nel privato. Sebbene a raccontarlo sembrerebbe una boiata, nella realtà il film funziona, merito soprattutto della protagonista, Donatella Finocchiaro, che sa rendere tutte le sfumature del personaggio, senza incastrarlo nello stereotipo buoni-cattivi.
PRIDE AND HONOR
In una famiglia New Yorkese, il padre, i due figli, e il genero sono tutti poliziotti pluridecorati e stimati. Le cose procedono bene, finché non si scopre che uno di quattro è corrotto. Per gli altri tre insorge il dubbio: far finta di niente, mentire, o affrontare la cosa secondo giustizia?
Collin Farrel , Edward Norton e John Voight danno spessore con la loro recitazione a questo poliziesco. Il regista esegue il compito con professionalità…
E il problema dove sta? È che siamo di fronte all’ennesima versione dello scontro tra poliziotto onesto e poliziotto corrotto già visto mille volte; con la novità, giusto per mescolare le carte, che lo scontro si svolge anche in famiglia. Peccato però che, dopo la tragica risoluzione del contenzioso, il regista non ci faccia vedere il suo esito all’interno del nucleo familiare.
Questo doveva essere il filmone americano presentato alla mostra…vabbè….
Una favola dei giorni nostri, che per sfondo la guerra civile in Kashmir. Una storia che in altri tempi avremo detto di formazione, tra bravi attori (anche bambinio), una bella fotografia che riprende paesaggi naturali da sogno, e qualche presa di posizione coraggiosa contro la violenza: i ribelli sono cattivi, m anche i soldati governativi non scherzano…
IL SEGNO DELLA CITTA’
Un po’ Almodovar, un po’ Altman, un po’ Cuaron, il film lega storie umane vagamente in relazione tra loro: con due punti focali: la protagonista, una cartomante radiofonica che ad un certo puntosi lancia in soccorso dei disperati che incrociano il suo cammino, e la Città di San Paulo di Brasile, che fa da sfondo a queste storie di volta in volta comiche e drammatiche, grottesche e malinconiche, con protagonisti carpentieri traditi e traditori, adolescenti suicidi, infermieri missionari, viados in cerca di fortuna, ecc. ecc.
IL PASSATO E’ UNA TERRA STRANIERA …
Film un po’ di genere e un po’ impegnato, che vede un giovane di buona famiglia e dal futuro promettente instaurare una cattiva amicizia con un giovane baro. Dall’inizio stile Stangata, in cui i ragazzi si mettono a truffare con il poker criminali più grossi di loro inseguendo una giustizia tutta loro, finiranno per compiere reati sempre più efferati, fino al finale scontro tra i due, che si concluderà con l’arresto del baro, e il ritorno alla normalità del bravo ragazzo senza pagare pegno. Ma chi è peggio dei due, il ragazzo di umili origini, rimasto solo, con turbe mentali e sessuali, o quello della famiglia bene, che ha scelto di delinquere non per imposizione della società o della sua psiche, ma per sua scelta?
Elio Germano (il bravo ragazzo) conferma ancor di più di essere un bravo attore, al di sopra degli standard italiani. Ha poi una vaga somiglianza con De Niro da giovane, il che non guasta. In ogni caso è uno dei pochi in Italia che sa che per recitare non bisogna per forza urlare. O per lo meno sa urlare bene. Al suo fianco un altro attore convincente, Michele Riondino, solo un po’ penalizzato dal fatto di avere un personaggio molto complesso a cui il film non dà il giusto spazio, essendo Germano il protagonista.
Poi c’è un terzo protagonista: una Bari oscura e opprimente, mai vista prima, che si scopre essere uno sfondo ideale per una storia criminale, quasi fosse una Los Angeles o una Chicago trapiantata in Italia.
I GALANTUOMINI
Un altro film di ambientazione pugliese, ancora con tema criminale, ma questa volta con al centro la Sacra Corona Unita, l’unica organizzazione criminale di stampo mafioso efficacemente sconfitta dalle forze dell’ordine (e sarebbe interessante capire le motivazioni). Film di impianto un po’ alla fiction-televisiva-fatta-bene-stile-Montalbano, ma con elementi di originalità. Protagonisti un giudice e una sua amica d’infanzia con cui c’è del tenero, che si ritrovano a ad indagare su due fronti diversi sull’omicidio del compagno di lei. Fronti diversi perché (e lui non lo sa) lei è a capo di una organizzazione criminale del territorio: donna normale nella vita pubblica, piena della sua femminilità (si può dire?) mediterranea, feroce e virile capo clan nel privato. Sebbene a raccontarlo sembrerebbe una boiata, nella realtà il film funziona, merito soprattutto della protagonista, Donatella Finocchiaro, che sa rendere tutte le sfumature del personaggio, senza incastrarlo nello stereotipo buoni-cattivi.
PRIDE AND HONOR
In una famiglia New Yorkese, il padre, i due figli, e il genero sono tutti poliziotti pluridecorati e stimati. Le cose procedono bene, finché non si scopre che uno di quattro è corrotto. Per gli altri tre insorge il dubbio: far finta di niente, mentire, o affrontare la cosa secondo giustizia?
Collin Farrel , Edward Norton e John Voight danno spessore con la loro recitazione a questo poliziesco. Il regista esegue il compito con professionalità…
E il problema dove sta? È che siamo di fronte all’ennesima versione dello scontro tra poliziotto onesto e poliziotto corrotto già visto mille volte; con la novità, giusto per mescolare le carte, che lo scontro si svolge anche in famiglia. Peccato però che, dopo la tragica risoluzione del contenzioso, il regista non ci faccia vedere il suo esito all’interno del nucleo familiare.
Questo doveva essere il filmone americano presentato alla mostra…vabbè….
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